Se vi trovate a visitare la cattedrale dei Santi Florido e Amanzio, meglio conosciuta come il Duomo di Città di Castello, non limitatevi ad ammirare il corpo principale, bellissimo con le sue numerose opere d’arte. Dedicate un momento per scendere nella cripta: lì sotto troverete il reliquario di San Crescenziano, preziosa testimonianza di un santo-guerriero romano, ma anche dell’animale leggendario che, secondo la storia, l’ex soldato sconfisse proprio a Città di Castello.
La leggenda
La storia inizia nel 276 a Roma, dove nacque Crescenziano – conosciuto anche come Crescentino – da un nobile romano diventato cristiano. Il ragazzo venne indirizzato alla carriera militare e diventa parte della prestigiosa prima coorte della Prima Legione, cioè il gruppo di guerrieri di stanza in città per difendere l’Imperatore. A capo di questa legione c’è il futuro San Sebastiano, ed è proprio lui a condurre il ragazzo sulla via del cristianesimo.
Tutto cambia quando arriva l’editto di Diocleziano che vieta ai soldati romani di praticare la nuova religione, e Crescenziano è costretto a scappare per non essere ucciso. Lui e la sua famiglia vanno a Perugia, ma lì il giovane guerriero perde i genitori, e così lascia tutti i suoi beni e si stabilisce a Tifernum, attuale Città di Castello, sperando di convertire i suoi abitanti. Qui, però, scopre che un terribile drago terrorizza i paesani e i loro animali. Così il futuro santo, esperto combattente, si scontra con il drago in zona Pieve de’ Saddi, per poi essere accolto come un liberatore.
Crescenziano rimane a Città di Castello, e nonostante i continui ordini dell’Imperatore continua a predicare la sua fede, iniziando anche a compiere diversi miracoli. Alla fine l’ex guerriero convertito muore per martirio, e il corpo rimane nella sua città, almeno fino al 1068.

Reliquiario di san Crescenziano (credit_tripadvisor)
Le reliquie
Alla fine dell’anno Mille il vescovo di Urbino chiese al vescovo di Tifernum se avesse le reliquie di un santo da portare nella sua chiesa per poterle venerare, poiché quella diocesi ne aveva molti. L’amico acconsentì volentieri, e la scelta del vescovo di Urbino ricadde proprio su Crescenziano, che divenne il santo patrono della cittadina. Il vescovo di Città di Castello però non volle togliere alla città tutto quello che rimaneva del suo martire, e così mantenne la testa, che finì conservata in un reliquiario collocato nella cripta sotto il Duomo, dove si trova ancora oggi.
E non è tutto. Dentro una teca di vetro accanto al Reliquiario, è conservato anche uno strano osso ricurvo: gli studiosi moderni credono si tratti dei resti di un qualche animale preistorico, ma se diamo retta alle leggende, è proprio un osso del drago sconfitto da San Crescenziano.
Com’è oggi
Le preziose reliquie, entrambe leggendarie, sono conservate al di sotto del Duomo di Città di Castello: l’area della cripta si chiama chiesa inferiore, risale al XV secolo, è raggiungibile con una scala e ospita anche varie altre reliquie dei santi titolari della cattedrale, Florido e Amanzio. Per informazioni: www.cittadicastelloturismo.it/percorso/cattedrale.
(Martina De Angelis)